Davvero ottimo come romanzo storico
ma anche come romanzo in senso lato! Scritto talmente bene che mi piacerebbe se
questa fosse la prima parte di una trilogia o tetralogia: potrebbe essere
l'equivalente de "La compagnia dell'anello" per "Il Signore
degli Anelli", ma in questo caso non un fantasy bensì vero e proprio
racconto storico.
La trama dalla struttura non banale e non
lineare, il linguaggio, l'immedesimazione dell'autrice e i pensieri dei
personaggi, i dettagli di vita quotidiana dell'XI sec, i paesaggi, gli interni…
tutto plausibile, equilibrato, ben pennellato e ricostruito. L'ambientazione
toscana non ha nessuno dei luoghi comuni solitamente collegati a questa bella
regione. Il tema principale del racconto è l'insoddisfazione, da parte dei
protagonisti, per la posizione nel mondo e nella società che il destino ha
assegnato loro: ciascuno di essi cercherà, in modo lecito o non, di cambiare la
propria condizione e sedare le insoddisfazioni. La ricerca di miglioramento
delle proprie condizioni che non è da intendersi - per lo meno non soltanto -
nel senso della scala sociale ma anche nel senso dell'assecondare le proprie
sensazioni e aspirazioni: cosa normale per noi figli del XX sec ma che doveva
risultare un po' più difficile da cogliere e comprendere per coloro che
vivevano nell'XI sec. Un tema dunque attualissimo ma che grazie alla
trasposizione nella società medioevale non trasmette nessun senso di arrivismo
o di "american dream", si percepisce solo l'atmosfera di avventura, o
forse sarebbe meglio dire di epopea, collegata all'altra grande protagonista
del romanzo, ovvero la via francigena. Una lettura avvincente e di grande
soddisfazione.
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