martedì 2 agosto 2016

Una relazione - Carlo Cassola


Una storia realistica: amara come la realtà. Ambientazione tra Cecina, Follonica e Livorno, metà anni trenta. Noto somiglianze con "Un amore" di Buzzati ma anche con "Non ti muovere" della Mazzantini: storie di sentimenti che nascono là dove proprio non ci si aspetta che sentimento ci possa essere.

A distanza di cinque anni dal loro ultimo incontro, dopo la morte del padre, un matrimonio e un figlio, Mario riesce a fare in modo di incontrare nuovamente Giovanna: lui è solo in cerca di un'avventura che spezzi la sua routine quotidiana e invece si ritroverà invischiato in tutta una girandola di sentimenti che proprio non si sognava di essere in grado di provare. Nello scoprire una creatura umiliata e già sconfitta dalla vita - in luogo della ragazzaccia facile e disinvolta di cui si ricordava - proverà affetto e compassione, e poi la gioia del tempo passato con lei, la sua semplicità e la sua ingenuità, e poi ancora la gelosia per il passato di lei che è svanito rapidamente eppure non si può cancellare, e la confusione nel vedere un sé stesso così scostante e che non è capace di manifestare con decisione i propri sentimenti, la felicità nello scoprirsi capace di scoprire e comprendere l'intimo di una persona buona, e poi ancora i sensi di colpa nel sentirsi uno dei tanti che hanno approfittato di lei. E alla fine su tutto passerà lo schiacciasassi della guerra.

Tutto il racconto si tiene in piedi sui flussi di pensiero del protagonista, narrati tramite voce onnisciente: nel centro dell'obiettivo, in realtà, non c'è tanto la storia d'amore quanto l'introspezione psicologica di un uomo egoista, un po' infantile e superficiale anche se non stupido, che alla fine di ogni cosa avrà sempre e comunque come scopo prioritario il fare la pace con sé stesso. In tutto questo ci sento una vena molto pessimistica… sarà che in questi giorni mi sento pessimista di mio.

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