giovedì 25 agosto 2016

Biglietto scaduto - Romain Gary


Ma davvero esistono uomini che si preoccupano o che per lo meno ci rimangono male se gli succede di far piangere una donna? E perchecc@$$o io non ne ho mai incontrato uno?



In questo romanzo c'è una carrellata di personaggi e ambientazioni assolutamente plausibili e realistici. Romain Gary riesce a far condividere il punto di vista e finanche a far affezionare il lettore ad un protagonista che sulla carta dovrebbe essere odioso: ricco, realizzato, un vincente sotto tutti gli aspetti, e che si riempie la testa di patemi d'animo.

La sua girandola di pensieri si mette in moto anche e soprattutto per causa di un amore che capita così per caso, così denso ma così semplice, così perfetto nel suo essere imperfetto e fuori tempo oltre che fuori dal tempo. Come in "la tregua" di Benedetti o come in "Homo Faber" di Frisch, ci sono sentimenti fortissimi descritti in modo splendido. Con la  differenza che, mentre gli altri due non mi hanno stancato mai nemmeno per un secondo, qui a tratti il discorso si fa un poco ridondante. Poi, come già si è ben capito dalle varie recensioni, se in "La tregua" Benedetti si sofferma sulla scoperta, da parte di un cinquantanovenne, di non essere così arido di sentimenti come credeva, in questo libro Romain Gary fa un passo più in là e passa ad osservare come il corpo del cinquantanovenne protagonista, dal punto di vista strettamente fisiologico, non sempre stia al passo con i suoi sentimenti e desideri.

Comunque il tema non è tanto, non soltanto il declino fisico ma il declino di una vita in generale, e messo in questo punto di vista il tema non è necessariamente anagrafico: quando non funzionano più le cose a letto, non funzionano più gli affari e il lavoro, non funziona più nulla con le persone della propria cerchia… allora si inizia a temere il fatto in sé che non funzioni più nulla, inizia la girandola di pensieri che presto si tramuta in un centrifuga, si ha paura di tutti i malfunzionamenti che potrebbero portare alla perdita di ciò a cui si tiene più di tutto.

Direi quattro stelle perché è troppo concentrato (il che può anche essere un pregio, dipende dai punti di vista): in ogni pagina troppe cose da sottolineare, perle di vita, di saggezza o di ironia. C'era tutto lo spazio per aggiungere episodi e caratterizzazioni dei personaggi e nel frattempo lasciare al lettore un po' più di tempo per metabolizzare meglio tutto l'excursus psicologico. Tolgo altra mezza stella perché il parallelo tra la perdita di virilità del protagonista e la perdita di potenza economica dell'Europa di fronte a Stati Uniti, paesi Arabi e far East, all'inizio è finanche intrigante, poi inizia a farsi ripetitivo.

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