martedì 6 settembre 2016

Cinque storie ferraresi - Giorgio Bassani


Cinque storie pigre e autunnali, come il passeggio domenicale nelle vie di paese che mi fa da sottofondo alla lettura. Delicati ed impalpabili: questi cinque racconti sono fatti più di atmosfere che di personaggi od eventi, atmosfere e sensazioni sempre molto azzeccate e realistiche, dolci malinconie che mi fanno tornare, oltre che ovviamente al "Giardino dei Finzi-Contini", alla Ferrara de "Il mulino del Po". Poi, a lungo andare, tra il quarto e il quinto racconto, a forza di leggere di quella strada, quella tal piazza che si apre dopo quel vicoletto e dove si trova la tal lapide, subentra anche la lieve sensazione di avere sottomano un  Tuttocittà.

Oltre all'ambientazione ferrarese, i cinque pezzi sono anche accomunati da una serie di personaggi enigmatici e un poco decadenti, che si avviano al disastro della guerra oppure che cercano di venirne fuori.

Dei periodi esageratamente lunghi, o forse solo decisamente abbondanti nella quantità di parole e informazioni e considerazioni, costringono a volte a tornare indietro di qualche passo con la lettura: ma comunque Bassani scrive bene e dunque questo esercizio di rilettura non è che sia di tanto disturbo.

Di solito non sono amante dei racconti, preferisco i romanzi e soprattutto quelli bei corposi: queste cinque storie le ho lette volentieri ma mi lasciano comunque nella mia posizione di preferenza del romanzo, mi sono piaciute ma non abbastanza da invogliarmi, per ora, a cimentarmi con altre raccolte.

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