Il personaggio di Tucker Crowe,
rocker anni settanta ritiratosi dalle scene, mi ha ricordato sin dall'inizio il
Giose/Yuma del romanzo "Sei come sei" della Mazzucco, e questo mi ha
invogliato ancora di più alla lettura. Poi c'è la corrispondenza via e-mail tra
due sconosciuti dai lati opposti dell'Atlantico, in maniera piuttosto simile a
quanto accade in "Le ho mai raccontato del vento del Nord", ed è un
altro punticino a favore perché anche quello mi era piaciuto. Aggiungo anche
che crisi personali e coniugali, episodi domestici vari sembrano descrivere
molto da vicino quello che sto vivendo ultimamente. Il narratore onnisciente si
cala nei pensieri di ogni personaggio per dargli voce in maniera pacata e
lievemente ironica. Risultato: gustosissimo, niente affatto superficiale come
temevo inizialmente, improbabile e realistico al tempo stesso.
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