martedì 18 ottobre 2016

Il romanzo di Matilda - Elisa Guidelli


Penso: "Storia medioevale e stagione autunnale sono un'accoppiata perfetta", e così a distanza di poco tempo dalla lettura del libro della Bartarelli, mi sono imbarcata in un'altra avventura ambientata nell'XI sec, stavolta ancor più vicino a casa.

La storia della vita di Matilde di Canossa romanzata al punto giusto (almeno secondo i miei gusti): l'autrice inserisce un po' di fiction ma sempre coerente con la storicità del contesto, un pizzico di magia e di mistero che tutto sommato non guastano, considerando che si racconta di eventi occorsi nell'XI sec.  La voce narrante esterna e onnisciente ha il giusto tono e gestisce bene le emozioni dei personaggi, io non li ho trovati piatti come hanno scritto altri nei commenti. Magari li semplifica un po', ma approfondirli ulteriormente avrebbe voluto dire inventare tutto di sana pianta, e allora addio romanzo storico: è il solito dilemma, se un autore sta troppo al di qua scrive solo un saggio, e se va troppo al di là è solo fiction e questo è il pericolo maggiore, ultimamente le storie del medioevo e del rinascimento pare che si prestino fin troppo bene ad essere imbruttite su un monotono andazzo fatto di sesso-sangue-potere (Borgia e Medici docet…).

Ma in questo libro l'effetto imbruttimento e appiattimento è scongiurato, si può constatare nella lettura e anche percepire tra le righe la passione dell'autrice per la Storia, nei dettagli della quotidianità delle genti medioevali così come nelle citazioni di documenti famosi e importanti.  Trattando di un personaggio quale è Matilde di Canossa, impossibile non finire per affrontare la questione della condizione femminile durante quei tempi bui e difficili - e di riflesso anche la situazione odierna, Matilde sarebbe tutto sommato fuori dall'ordinario anche se vivesse oggigiorno: anche sotto questo aspetto, mi pare che l'autrice se la sia cavata piuttosto bene, forse schematizzando un poco (la figura di Grancontessa, donna testarda e dal carattere forte, si contrappone nettamente ad altri personaggi femminili che in nome di tradizione o senso del dovere oppure incoscienza finiscono per sottomettersi docilmente alle prepotenze degli uomini) ma comunque senza emettere sentenze, e dunque quel che resta al termine della lettura è la giusta sensazione, è il giusto mosaico che ricostruisce la figura di una donna unica che nel corso della Storia si posiziona completamente al di fuori di qualsiasi stereotipo, previsione, schema o etichetta: i documenti storici da soli non basteranno a dirci tutta la verità, ma credo sia corretto dedurre che Matilde sia stata quel che è stata grazie alla propria caparbietà unitamente agli incroci di altri interessi superiori ad essa e un po' anche per interessamento del fato o destino o dir si voglia… è già sufficientemente emozionante poter ricostruire così tanto, e poter andare sulla rupe di Canossa e constatare che le pietre sono ancora lì, sono proprio quelle di cui si sta parlando, a distanza di tanti secoli ci è rimasto così tanto da vedere e toccare con mano.

Il racconto, coprendo quasi un secolo di Storia vista attraverso gli occhi e l'intelligenza della Grancontessa, offre anche un agevole punto di vista per osservare la nascita dello spirito dei comuni - anche se dubito che all'epoca qualcuno, per quanto intelligente e lungimirante, potesse riuscire a intravedere la portata del cambiamento epocale che pian piano prendeva l'avvio e che forse oggi non è ancora nemmeno del tutto terminato, visti e considerati tutti i retaggi medioevali e feudali che ci trasciniamo dietro.

Ora mi riprometto di andare sul blog dell'autrice e metterle una pulce nell'orecchio: non avrebbe voglia di saltare una vallata più in qua e qualche secolo più in avanti, e provare a raccontare alla stessa maniera di Matilde anche il romanzo di Pier Maria Rossi? Secondo me riuscirebbe a fare un lavoro con i controfiocchi…

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