"Le cose migliori spariscono
perché sono in contrasto con la tendenza del tempo, che travolge tutto."
Monologo breve ma intensissimo, di
grande soddisfazione. Scrittura eccellente, ironia eccellente. Ovviamente, chi
suona uno strumento, e magari conosce un po' di opera e un po' di musica
sinfonica, apprezzerà maggiormente l'ironia, le riflessioni, le similitudini
tra l'orchestra e la società in generale. Perché qui c'è una grande capacità di
osservazione: il libro non descrive solo il mondo della musica e degli
orchestrali, ma anche la società del ventunesimo secolo in senso più ampio. Con
una specie di fulminante delirio, l'autore si scaglia contro ogni protagonismo,
questa mania da leadership che affligge inesorabilmente tutte le società
moderne. Le persone miti e un po' frustrate pensano, nella loro solitudine
rimuginano, sognano la rivincita sul leader carismatico ma poi alla fin fine
non riescono - oppure non vogliono - metterla in pratica: si sfogano, con un
monologo o con un like sul feisbuc, e poi tutto torna come sempre.
Non solo consigliata la lettura, ma
se capitasse l'occasione consiglierei anche di andare a vederlo a teatro.
Nessun commento:
Posta un commento