Un romanzo storico piacevole, di
intrattenimento. Ecco un'altra autrice cui potrei rivolgermi per avere
finalmente il romanzo di Pier Maria Rossi…! Nel frattempo, se ancora non ho
possibilità di leggermi quello, ho potuto comunque gustarmi un bel libro ambientato
proprio negli anni in cui egli visse, e proprio presso la corte degli Sforza
che non solo gli era familiare ma strettamente legata al suo successo prima, e
alla sua fine poi. Con il procedere del racconto, lo scenario si allarga da
Milano alle città di Imola, Forlì, e ovviamente Firenze e Roma.
La sequenza storica degli eventi è
ricostruita piuttosto fedelmente. L'immaginazione dell'autrice ha lavorato
invece sulla psicologia, sui pensieri dei protagonisti, sui gesti e i dialoghi
tra essi intercorsi negli episodi specifici applicandovi una buona dose di
teatralità: qua e là, un qualche luogo comune o qualche forzatura - mi
riferisco alle ripetute sottolineature di concetti che probabilmente all'epoca
non esistevano nemmeno nella mente dei più illuminati: la presa di coscienza
della condizione femminile, o l'idea che l'innocenza dell'infanzia debba essere
un qualcosa da difendere e valorizzare, ad esempio, son proprio cosa del
ventesimo secolo, certo non del quindicesimo -
questi aspetti possono far storcere il naso sotto il punto di vista
storico ma contribuiscono a tenere in piedi il tutto sotto l'aspetto più
strettamente letterario/teatrale. Del resto, il libro si dichiara
esplicitamente un'opera di fantasia in cui i fatti storici sono stati liberamente
interpretati dall'autrice. Il tono della narrazione è comunque bilanciato, non
eccessivamente enfatico nemmeno nei passaggi in cui si vuole valorizzare il
carattere della protagonista.
Il romanzo racconta l'infanzia, la
crescita e la formazione di Caterina, figlia illegittima ma comunque
riconosciuta di Galeazzo Maria Sforza, tra il 1472 e il 1488: si alternano un
capitolo raccontato in prima persona dalla voce di Caterina ormai adulta che
ricorda, e un capitolo visto da un narratore esterno e onnisciente. Questa
alternanza delle due voci è uno schema ben consolidato che hanno utilizzato già
tanti altri autori e che non mi dispiace affatto, da' un buon ritmo alla
lettura. Se dovessi stilare una mia personale classifica dei romanzi storici,
dunque un qualcosa che riguarda i miei gusti personali, questo rimane forse un
gradino al di sotto di quelli più meticolosi come il "Romanzo di
Matilda" di Elisa Guidelli che ho letto da poco, e certo anche due gradini
al di sotto delle perfette opere della Bellonci. Ma la miglior conferma della
bontà di questa lettura, è il fatto che mi sono lasciata facilmente convincere
ad acquistare il libro con il seguito, per proseguire con il piacere di
sentirmi raccontare una bella storia.
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