martedì 8 novembre 2016

La bastarda degli Sforza - Carla Maria Russo


Un romanzo storico piacevole, di intrattenimento. Ecco un'altra autrice cui potrei rivolgermi per avere finalmente il romanzo di Pier Maria Rossi…! Nel frattempo, se ancora non ho possibilità di leggermi quello, ho potuto comunque gustarmi un bel libro ambientato proprio negli anni in cui egli visse, e proprio presso la corte degli Sforza che non solo gli era familiare ma strettamente legata al suo successo prima, e alla sua fine poi. Con il procedere del racconto, lo scenario si allarga da Milano alle città di Imola, Forlì, e ovviamente Firenze e Roma.



La sequenza storica degli eventi è ricostruita piuttosto fedelmente. L'immaginazione dell'autrice ha lavorato invece sulla psicologia, sui pensieri dei protagonisti, sui gesti e i dialoghi tra essi intercorsi negli episodi specifici applicandovi una buona dose di teatralità: qua e là, un qualche luogo comune o qualche forzatura - mi riferisco alle ripetute sottolineature di concetti che probabilmente all'epoca non esistevano nemmeno nella mente dei più illuminati: la presa di coscienza della condizione femminile, o l'idea che l'innocenza dell'infanzia debba essere un qualcosa da difendere e valorizzare, ad esempio, son proprio cosa del ventesimo secolo, certo non del quindicesimo -  questi aspetti possono far storcere il naso sotto il punto di vista storico ma contribuiscono a tenere in piedi il tutto sotto l'aspetto più strettamente letterario/teatrale. Del resto, il libro si dichiara esplicitamente un'opera di fantasia in cui i fatti storici sono stati liberamente interpretati dall'autrice. Il tono della narrazione è comunque bilanciato, non eccessivamente enfatico nemmeno nei passaggi in cui si vuole valorizzare il carattere della protagonista.

Il romanzo racconta l'infanzia, la crescita e la formazione di Caterina, figlia illegittima ma comunque riconosciuta di Galeazzo Maria Sforza, tra il 1472 e il 1488: si alternano un capitolo raccontato in prima persona dalla voce di Caterina ormai adulta che ricorda, e un capitolo visto da un narratore esterno e onnisciente. Questa alternanza delle due voci è uno schema ben consolidato che hanno utilizzato già tanti altri autori e che non mi dispiace affatto, da' un buon ritmo alla lettura. Se dovessi stilare una mia personale classifica dei romanzi storici, dunque un qualcosa che riguarda i miei gusti personali, questo rimane forse un gradino al di sotto di quelli più meticolosi come il "Romanzo di Matilda" di Elisa Guidelli che ho letto da poco, e certo anche due gradini al di sotto delle perfette opere della Bellonci. Ma la miglior conferma della bontà di questa lettura, è il fatto che mi sono lasciata facilmente convincere ad acquistare il libro con il seguito, per proseguire con il piacere di sentirmi raccontare una bella storia.

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