Originale: la letteratura è piena e
strapiena di storie di bambini e ragazzi che per crescere si aggrappano alle
parole, al loro suono e fascino ancor prima che al significato, e poi in
seguito alla meraviglia del fatto che con le parole si può esprimere tutto il
mondo. Più rari sono invece i casi di protagonisti che per esprimersi si
trovino a loro agio nel mondo dei numeri, della matematica e della logica. Fino
ad ora mi viene in mente solo l'Angelo di "Inshallah" della Fallaci.
Ottimo. Coinvolgente sin dalle prime
righe, perché sin dalle prime righe sa ben mescolare la teoria delle scienze
matematiche con la storia principale, il racconto degli eventi occorsi al
protagonista immaginario, il brillante laureando Saverio Vichi. Mi sono in
parte ritrovata e rivista nella storia di questo giovane, forse anche grazie a
questo la storia ha saputo coinvolgermi. E avvincente è anche il tono di
narrazione, a tratti assimilabile a quello di "Nella pietra", un tono
di voce che mi immagino tra il serio e il faceto ma mai ammiccante, senza
autocompiacimento e che non cerca consenso a tutti i costi.
Il libro è fruibile per tutti, ma
certo avrà maggior presa su tutti coloro che dispongono di alcune nozioni di
base di matematica e/o di filosofia. Tutte le discipline che messe insieme
compongono l'intero scibile umano non sono in nessun caso dei compartimenti a
tenuta stagna, bensì giungono sempre a sconfinare l'una nell'altra, in modo che
uno le potrebbe rappresentare graficamente con dei colori su una circonferenza,
colori che stingono l'uno nell'altro come in un arcobaleno. La matematica
diventa geometria che poi diventa architettura, da cui si può parlare di
geografia che si incastra con la storia che a sua volta va a braccetto con la
letteratura, il cui approfondimento diventa filosofia, il cui studio portato
alle estreme conseguenze ritorna a essere nientemeno che matematica. Di tutti i
passaggi che si possono individuare, certo il più sorprendente è proprio questo
qui che chiude il cerchio mettendo insieme lo studio più scientifico, quale è
la matematica, con quello più umanistico quale può essere la filosofia. Ecco,
ricamare una storia su questo passaggio non è cosa semplice. E invece, proprio
su questa faglia - o giuntura - Servignani costruisce una storia di formazione,
un'avventura psicologica ancor prima che avventura di fatti o di luoghi, che si
dipana nell'arco di un anno o poco più, ai giorni nostri, e che vede come
sfondo, tra gli altri, un piccolo borgo dell'appennino (non c'è due senza tre:
dopo Cognetti e Campani…), e riprende alcuni dei temi già approntati in
"Archeologico futuro": l'amore per il sapere, e l'incontro-scontro
tra due opposte visioni circa le ragioni del progresso umano - una puramente
teorica e amante delle conoscenze, l'altra cinicamente materialista.
Oltre che storia di formazione, è
anche storia d'amore, un amore alla maniera di Hesse: fintanto che l'oggetto
del desiderio si fa negare o si nasconde, e richiede l'impegno e la costanza
dell'innamorato, questi ricava da tale tensione le energie per andare sempre
avanti nella propria impresa. Ma una volta che l'obiettivo si può dichiarare a
tutti gli effetti raggiunto, ogni tensione viene a mancare e quello che fino a
poco prima pareva essere un sentimento profondo, ora sembra rapidamente svanito
nel nulla lasciando però uno stravolgimento nel modo in cui il protagonista
vede il mondo che lo circonda.
E infine, il tema del trovare il
proprio posto nel mondo: sembrava facile, per i giovani protagonisti di
McCarthy che vagabondavano per il Messico, risalire a cavallo e andarsene a
cercare un altrove. Ma la vecchia Europa è altra cosa, e qui ad essere impastoiate
sono le persone, dal punto di vista sia materiale che mentale. La storia di
Saverio risulta in quest'ottica perfettamente realistica e plausibile.
Concordo con @Parimpari qua sotto:
le epigrafi all'inizio di ogni capitolo sono ricercate ed evocative.
Da segnalare alcuni refusi e sviste
di vario genere, difetti del contenitore perdonabili dal momento che il
contenuto è ottimo.
A tutti quelli che hanno già letto e
apprezzato Servignani, direi: leggete di corsa anche questo. A quelli che
ancora non ci hanno provato, leggetene di corsa uno a vostra scelta.
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