domenica 29 ottobre 2017

Libro Quinto delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - George R.R. Martin

Ovviamente, anche stavolta non c'è nulla che assomigli a un finale, ma soltanto un "...to be continued". Se fossero disponibili le mezze stelle, questo ultimo (almeno per ora) volume potrebbe arrivare a guadagnarsi le tre stelle e mezza, ma non di più. La scrittura è piana e semplice ma non del tutto piatta; la trama complessiva lascia intravedere un finale che va incastrandosi come in una partita a scacchi, dove è necessario prevedere tutte le mosse molto da lontano. Ma nel complesso, nei tre mesi che mi sono occorsi per sorbirmi i cinque volumi, non ho mai sentito di avere tra le mani una lettura che potesse andare oltre la sufficienza. Il tutto è intrigante ma non sempre avvincente, e poco poco emozionante. E per un'opera composta da siffatta mole di pagine, non sapere emozionare è un difetto grave. Il fatto che il racconto si dilunghi su minimi e innumerevoli dettagli non rappresenta un difetto di per sé, non sono tra quei lettori che considerano le descrizioni come parti inutili del testo, eppure qui la sensazione è che la si tiri veramente troppo per le lunghe. Quando avevo letto "Il re e il suo giullare" di Margaret George, mi pare di ricordare che la prefazione (o la postfazione) spiegasse che la originale stesura del testo fosse di oltre tremila pagine. L'autrice – o chi per lei – in quel caso ha compiuto un ottimo lavoro di revisione-taglio-montaggio al fine di ottenere un'opera compatta, significativa, coinvolgente ma non dispersiva per un ragionevole totale di novecento pagine. Ecco, all'opera di Martin è mancato quest'ultimo passaggio.

Nessun commento:

Posta un commento