domenica 18 febbraio 2018

La sposa normanna - Carla Maria Russo

Così così, luci e ombre. Romanzo che racconta di Costanza d'Altavilla, madre dell'imperatore Federico II, e dei primi anni di vita di quest'ultimo: la dose di romanzesco prevale nettamente sulla dose di storicità, anzi a tratti assume connotati fiabeschi, comunque le parti di fantasia sono abbastanza felici anche laddove non plausibili. Lettura gustosa quando con semplicità ricostruisce la vita quotidiana dell'epoca medioevale, con i lunghi viaggi per andare da un capo all'altro dell'Europa, su fangose strade invernali, i reali viaggiatori imbacuccati nei mantelli; i lunghi convogli con i muli e i paesani in riva alla strada per veder passare i reali (un po' come i contadini in epoche più recenti a guardar passare il treno), e proprio uno di questi viaggi è il fulcro degli eventi qui narrati: quello che Costanza ha dovuto interrompere a Jesi per dare alla luce il figlio. La lettura si rivela meno piacevole laddove tenta di essere avvincente con la costruzione di intrighi politici unicamente basati sull'amore o odio verso Costanza. La protagonista, con le sue infinite scorte di bontà e delicatezza del corpo e forza d'animo, non può non farsi amare dal lettore, peccato tuttavia che l'autrice abbia calcato troppo la mano sulla netta distinzione tra i buoni e i cattivi, in special modo la perfidia dei secondi è di una banalità disarmante: ne "La bastarda degli Sforza" se l'è cavata molto meglio, cesellando con maggior finezza i profili psicologici.  
Un poco di delusione perché mi aspettavo qualcosa di meglio: del resto si può comprendere come, da parte dell'autrice, l'affetto nei confronti di questi "fantasmi" vada a supplire le mancanze di documenti e dati certi, un affetto che volte rappresenta l'unico modo per valicare l'abisso di secoli che ci separa da loro, e come questo sentimento finisca pertanto con l'infiocchettare di un qualche ricamino extra un lavoro che – per i miei gusti – sarebbe stato tanto più avvincente se si fosse tenuto un poco più aderente al verosimile. 

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