domenica 15 luglio 2018

La città dei ladri - David Benioff

Spassoso, ben scritto, tratto da fatti realmente accaduti – non solo in quanto ambientato durante l'assedio di Leningrado ma anche in quanto ispirato alla vita del nonno dell'autore, come amabilmente esposto nell'introduzione – e tuttavia mi ha fatto uno strano effetto leggere un'avventura ambientata a San Pietroburgo (e dintorni) raccontata con un tono così marcatamente e scanzonatamente americano.  
Bella storia di amicizia e di formazione attraverso la guerra; il protagonista e narratore in prima persona è adorabile proprio perché l'autore non fa di tutto per farlo risultare tale (a differenza di quanto accade solitamente con i protagonisti/voci narranti diciassettenni).  

Beniov è uno sceneggiatore di mestiere ed in effetti la struttura dell'intreccio reca traccia evidente di questo, comunque qui si è abbastanza ben calato nel solco della tradizione della narrazione e del puro piacere di voltar pagina. Eppure devo in parte concordare con la recensione di @Ettore e ammettere che anche a me, da un certo momento in poi, il romanzo è suonato fesso: non nel senso dispregiativo del termine ma in senso puramente tecnico. C'è una nota stonata, un che di incrinato: in quel pieno che è comunque un racconto efficace e spassoso c'è una cavità che produce un suono sordo, anche se non mi riesce di identificare quel qualcosa. Forse è il finale così chiaramente prevedibile, o forse è la troppa facilità con cui ciascun personaggio porta avanti la propria univoca caratterizzazione o forse ancora un'aria di troppa facilità in generale. Letto con piacere ma proprio non mi riesce di andare oltre le tre stelle.  

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