Motteggiante fino all'esasperazione. Mi ha ricordato molto da vicino "Il peso della farfalla" di Erri De Luca. E non credo sia un caso che me li abbia entrambi regalati mia mamma. Tuttavia non le confesserò mai quanto poco mi siano piaciuti questi libri, se ne avrebbe troppo a male, e mi dispiacerebbe perdere l'abitudine - una delle poche sopravvissute nel corso degli anni - di regalarsi un qualche libro ogni tanto, natalizio e non.
Ma intanto Marone si contende la palma di "peggior libro dell'anno", a parimerito con "La forma dell'acqua" di Del Toro. Aggiungere ad una storiella banalotta tutte quelle frasette ad effetto, pseudo-poetiche e pseudo-filosofiche, pronte per la sottolineatura, che ti ripetono quanto è amara ma quanto è ironica e quanto è bella la vita, la vita è come una rondine, la vita è come una scatola di cioccolatini, and so on... adattissime per aggiornare lo status su fb e su whatsapp con belle immaginette di fiori o gattini o bambini (e infatti ho scoperto: ecco dove le prende, mia mamma, quelle sfilze di banalità che poi pubblica sul suo status sul uazzapp... si vede che nella cerchia delle sue amiche funziona così), forse in quantità moderata la cosa può anche servire per dare un certo lustro all'opera altrimenti leggerina, ma se di questa roba ne riempi in ogni dove, pieno zeppo in ogni dialogo e in ogni pensiero della protagonista e dei suoi amici (credo che in napoletano il termine corretto sia 'mbuttonato), a me rende la lettura veramente indigesta. Se un autore credesse veramente nella sua storia, dovrebbe lasciare che fosse direttamente questa a raccontare com'è la vita ed eventualmente a trasmettere qualche insegnamento e/o emozione al lettore; ma se ha bisogno di puntellarla continuamente in questo modo, vuol dire che è lui il primo a non crederci. Procedo a togliere dalla wishlist "La tentazione di essere felici", ora che so com'è, il solo titolo mi mette i brividi.
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