domenica 27 ottobre 2019

La regina ribelle - Elizabeth Chadwick

Non avevo idea di cosa aspettarmi, l'unica idea che avessi di Eleonora D'Aquitania era la particina recitata da Eileen June Atkins nel Robin Hood di Ridley Scott.
All'inizio della lettura il giudizio era molto negativo, mi stavo formando l'idea di un qualcosa che, sotto le mentite spoglie del romanzo storico, intendesse invece assomigliare alle cinquanta sfumature di.

Mi dicevo: ecco una minestra bell'e che pronta per la prossima serie televisiva HBO (et similia); potrebbe ancora essere, ma sta di fatto che procedendo con la lettura (sempre il mio solito insindacabile senso del dovere di arrivarci in fondo), quando il racconto arriva a descrivere l'epopea della seconda crociata, mi pare di percepire una vena di maggior realismo. Allora vado piluccando qua e là su internet per documentarmi un poco, e mi rendo conto che i dettagli della trama che mi parevano studiati a bella posta per farne una soap, sembrano invece essere assolutamente veritieri e scelti con una certa cura tra le poche informazioni che possono essere giunte a noi da un'epoca così lontana. E così da quel momento in avanti ho iniziato a guardare a tutta l'opera con occhio diverso, molto meno critico, e mi sono gustata di più l'ambientazione medioevale. Anche nella postfazione dell'autrice stessa, si può trovare conferma della sincerità di un'opera ben intenzionata.
Certo il lavoro non è esente da difetti, sarei restia a catalogarlo come romanzo storico: pur avendo sommariamente verificato che tanti dettagli della trama sono estratti effettivamente da fatti storici, mi rimane comunque la sensazione che l'autrice abbia indugiato dove più le aggradava nonché la certezza che si sia lasciata andare a qualche ingenuità; mi è mancata quella cornice di "rigore", quella sensazione di lavoro strutturato che così ben si percepisce, ad esempio, nel romanzo di Elisa Guidelli su Matilde di Canossa - che è ambientato non tanti anni prima.

Quanto alla pretesa di affrontare la questione della condizione femminile, come declama ormai ogni quarta di copertina di ogni libro in cui ci sia una protagonista femminile: no, la questione non viene affrontata, non viene neanche minimamente scalfita visto che osserviamo solo le gesta di regine e regine madri e dame di corte e amanti varie. La relazione tra Eleonora e il primo marito Luigi VII è interpretata in chiave piuttosto contemporanea, però riconosco che nei tratti caratteriali di lei (anzi, a ben vedere, nei tratti di entrambi) c'è una buona contestualizzazione legata al XII sec, non c'è nessuna pretesa di attribuirle rivendicazioni fuori contesto che sarebbero frutto della mentalità del XXI sec: è un tranello in cui cadono tante autrici che si cimentano nel tema storico e nella protagonista femminile, bisogna ammettere che la Chadwick non c'è cascata a piè pari, se ne tiene piuttosto ai margini, sa fermarsi un passo prima.
Riconosco un merito anche alla scrittura: una discorsività piacevole, dal tono pacato, non pedante e non lezioso. Pochi e non fastidiosi i refusi. Messi insieme i pro e i contro, si può arrivare a tre stelle belle piene e tonde.

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