venerdì 14 febbraio 2020

Le strade di Laredo - Larry Mcmurtry

Lungo tutta la durata della lettura non ho fatto che ripetermi: "che peccato, che delusione". Sin dall'inizio si è rivelato pacchianotto e pedante, sarebbe servito un mezzo miracolo affinché potesse riprendersi. Ho tirato fino in fondo sperando in quel miracolo, e invece niente.

Una trama raffazzonata e sconclusionata che vuol parlare di rimorsi e fallimenti ma non arriva nemmeno a scalfire la superficie dei temi che dovrebbe trattare. Non è per niente all'altezza di Lonesome Dove, non lo è nella forma come non lo è nel contenuto.
Il meccanismo dei continui inseguimenti e ripensamenti su cui si basa questa trama, all'inizio può lasciar sperare che ci sia un "qualcosa" che sta per spiccare il volo, ma ben presto finisce per dimostrarsi un moto perpetuo grottesco e farsesco. Ancor più farseschi sono i ripensamenti dei "cattivi", utili più che altro a far sì che non si compia una strage definitiva la quale avrebbe posto fine al libro anzitempo, ma plausibili quanto un'arrampicata sugli specchi.
C'è una sovrabbondante farcitura composta di nuovi personaggi, tutti con le loro micro-storie e micro-paturnie, ma alla fin fine sono solo macchiette con tanta quantità e poca qualità, non rimpiazzano affatto i vecchi personaggi venuti e mancare già durante la trama di Lonesome Dove o quelli fatti sparire in modo frettoloso nello spazio tra un libro e l'altro. 
A dire il vero, anche i vecchi personaggi che vengono qui riproposti, non sono più gli stessi: secondo gli intenti dell'autore dovrebbero essere sempre loro ma alle prese con la vecchiaia, o in ogni caso alle prese con venti primavere in più sulle spalle. Ma il risultato mostra il contrario: non sono le stesse persone semplicemente invecchiate, sono le caricature di quelli che erano stati proposti nel libro precedente.

Particolarmente pacchiana e infelice la scelta di porre in essere una sorta di "revisione" riguardo lo svolgimento dei fatti inerenti al rapimento di Lorena in Lonesome Dove. Per come viene descritto l'episodio nella versione originale, nulla da eccepire: crudo, violento ma mai inutilmente splatter e mai in cerca di una dose extra di compassione. Invece qui mi tocca sentire Lorena che rievoca i fatti accaduti circa vent'anni prima aggiungendovi dettagli e personaggi che non erano mai stati menzionati prima: una aggiunta palesemente posticcia e palesemente finalizzata alla costruzione di un sequel che potesse in qualche modo aggrapparsi a quello che è l'evento emotivamente più drammatico nel romanzo precedente, dunque una evidente ricerca della dose extra di commozione. Ma il risultato fa lo stesso effetto di un gatto che cercasse di arrampicarsi sullo specchio di cui sopra. Stavolta la smania del seguito non è stata premiante, avrei fatto meglio ad accontentarmi di un libro solo e molto bello, piuttosto che rovinarmelo così miseramente con un seguito in salsa di casa nella prateria.

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