Bello bello bello, come sempre del resto. Quando termino un libro della saga mi sento temporaneamente in pace con il mondo.
Resto sul generico per non spoilerare: dico solo che qui ci sono tanti colpi di scena e dopo numerosi episodi in cui tante cose andavano storte, qui finalmente si avrà il piacere di vedere qualcosa che si raddrizza. Il tutto senza che la grazia e la compostezza dell'autore vengano mai meno.
Avendo appena finito di leggere <i>Casa desolata</i> di Dickens - e avendo letto poco prima di questo l'undicesimo episodio <i>il rovescio della medaglia</i> - insomma con tutte le atmosfere e le descrizioni ben fresche nella mente, mi rendo conto di quanto O'Brian sappia essere dickensiano: lo è veramente tanto, sia nelle descrizioni della Londra del XIX sec. che nella creazione dei personaggi, una capacità tutto sommato notevole o comunque non scontata in uno che non è studioso di letteratura di professione. Ma come si diceva sopra, una certa grazia - anche grazia nell'imitare e nel prendere spunto senza scimmiottare banalmente - o ce l'hai di tuo o non la imparerai mai.
Quando si trova un autore con cui ci si sente in perfetta sintonia, non si ringrazia mai abbastanza il cielo e tutti i santi e i beati. A prestissimo con il prossimo episodio.
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