Chi avrebbe immaginato che si potesse ambientare un raccontino in perfetto stile gotico - con tanto di fantasmi, zombie, antiche rovine, cunicoli sotterranei e un oscuro villone - nientemeno che nei famigerati anni ottanta? Beh, Festa l'ha immaginato e l'ha scritto, e lo ha scritto davvero bene. Il tono della narrazione è così pulito e sincero che leggere la nota in quarta di copertina, dove si racconta che la genesi del libro ha preso le mosse dal primo lockdown, mi fa solo che piacere e mi rende il racconto ancora più vicino e sentito. Ottimo per la lettura estiva dei ragazzini, ma altrettanto consigliato per un piacevole e breve svago dei grandini.
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