sabato 21 agosto 2021

Il giardino sul mare - Mercè Rodoreda

Delizioso, rinfrescante, dissetante, estivo, colorato, mai stucchevole, con la giusta punta di amarezza. Non è il nuovo drink dell'estate, è il romanzo della Rodoreda.  

Ero rimasta soddisfatta con La Piazza del diamante, e altrettanto soddisfatta sono rimasta con questa nuova lettura. Entrambi i romanzi sono narrati in prima persona dal/la protagonista, ed hanno in comune una scrittura e un tono di narrazione che credo di poter definire naïf, e che risulta sempre calzante e credibile in quanto si tratta di protagonisti che vengono dal basso, gente semplice, del popolo.   

In questo caso il protagonista è il giardiniere della lussuosa villa appartenente a ricchi proprietari che vi si recano ogni estate, da San Giovanni fino al settembre: sei capitoli per sei estati in villa, sei estati di vita raccontate attraverso i brevi dialoghi proprietà-servitù o attraverso il passaparola (nonché pettegolezzo) servitù-servitù. Ma essendo il tutto ambientato in estate e in un giardino affacciato sul mare, va da sé che siano le ambientazioni a farla da padrona. 

Nelle primissime pagine la figura del giardiniere mi ha fatto ripensare al personaggio interpretato da Peter Sellers in Oltre il giardino: in realtà, il giardiniere presentato dalla Rodoreda non è né autistico né ritardato, ma ha certamente un suo candore, una sua riservatezza, una sua saggezza.

Il mistero intorno a cui è imperniato il racconto andrà smorzandosi poco a poco, in un insolito calando, per arrivare ad un finale privo di scintille e di fuochi d'artificio: il risultato è un qualcosa di così impalpabile e delicato, come un bisbiglio sottovoce, che ti porta a voltare l'ultima pagina e infine chiudere il libro con un gesto più lento e accorto, con maggiore delicatezza rispetto quanto si faccia di solito, per non turbare quel silenzio contemplativo che è vi è contenuto. 

"Se prova una volta a passeggiare di notte sotto gli alberi, vedrà quante cose saprà raccontarle questo giardino..."

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