giovedì 12 agosto 2021

Il miglio verde - Stephen King

Una storia tutta costruita sul contrasto tra opposti: magia e fiaba a fianco di orrore e incubo, luce contro oscurità; religione e disillusione, vita e morte, giusto e sbagliato, bontà e crudeltà, comprensione e incredulità e ingenuità; vittima e carnefice; pelle nera e pelle bianca. E la costruzione della trama nel suo complesso è brillante, bisogna riconoscerlo, per quanto alcuni dettagli dell'aspetto "giallo" della vicenda siano debolucci, e per quanto l'ispirazione per creare i personaggi attinga abbondantemente da Uomini e topi di Steinbeck (come ottimamente spiegato da @Ferrigno): definirlo un "omaggio" è un po' eufemistico, ma anche catalogare il tutto come una scopiazzata sarebbe ingeneroso. Per questa parte di aspetti positivi le quattro stelle abbondanti sarebbero doverose, poi però devo fare la media con i lati negativi.

Un vero peccato avere già visto il film, perché la parte magico-fiabesca della lettura, per effetto dello spoiler cinematografico, ne esce parecchio annacquata. Ho scelto di leggere il libro perché nel film c'è un raro mixage di idee crude a fianco di delicatissime trovate fiabesche, ed ero curiosa di provare se tale mixage si potesse ritrovare anche nella lettura, ed anzi se vi potessi trovare anche qualcosa di più. Risultato dell'esperimento: 'nzomma. Avevo sperato che nel libro ci fosse quel famoso quid che non può essere trasposto cinematograficamente, ma in questo senso mi è andata male. C'è di peggio: l'aver visto il film costituisce sì fonte di spiacevole spoiler; però al tempo stesso è un aiuto per raccapezzarsi in una selva di piccoli accenni e anticipazioni disseminati lungo il primo episodio-capitolo, così tanti che senza un aiuto preventivo mi avrebbero di certo disorientata. Insomma, dopo i Pomodori verdi fritti di Fannie Flagg, un altro esperimento non completamente riuscito, un'altra volta mi ritrovo a dire: se avete visto il film ma ancora vi manca il libro, sappiate che non vi state perdendo niente. 

Nota di demerito 1 - Traduzione pessima: non tanto nella scelta dei vocaboli che mi paiono tutti pertinenti, quanto nella costruzione delle frasi che assumono spesso un'architettura inverosimile, alcuni passaggi sono talmente ingarbugliati da sembrar fatti con il traduttore di Google. 
Nota di demerito 2 - grave imprecisione: a pag. 10 la moglie di Percy è parente del governatore, però a pag. 54 è Percy ad essere nipote della moglie del governatore. E' un'autentica sciocchezza, il senso della storia e del tema della raccomandazione non cambia di una virgola, ma imprecisioni come questa - per non dire di quelle nella traduzione - contribuiscono a dare la spiacevole sensazione che uno o più passaggi nella creazione del libro siano stati fatti in maniera approssimativa. 


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