Accorrete numerosi, tutti voi innamorati di Lonesome Dove! Qui c'è pane per i vostri denti! Non sarà un capolavoro da cinque stelle, ma quattro abbondanti ci stanno tutte.
Acquistato e iniziato senza troppa consapevolezza, ma solo perché in questi giorni avevo visto in giro tante belle recensioni di Lonesome Dove, per l'appunto, che mi avevano fatto venire nostalgia di un qualcosa di western. Sorpresa sorpresa: il Western, se scritto bene e con cognizione di causa, funziona benissimo anche in salsa nostrana! Con pochissima fiction e moltissimo realismo.
Non mancano le sorprese neanche nella trama: più volte si incontrano dettagli che solo apparentemente lasciano credere dove l'autore voglia andare a parare, e invece poi gli eventi prendono la piega inaspettata. Ed inoltre il tutto è raccontato così bene e così in equilibrio, il gusto del divorare le pagine non viene mai meno.
Bello il rapporto padre-figlio; interessanti gli spunti di riflessione perché non sono mai banali, mai frasette in stile fogliettino baci perugina.
Ed anche la piega che il racconto assume nel finale: fa riflettere sul Western; non tanto - o comunque non soltanto - su quella che è stata l'epopea della conquista della frontiera, quanto sul modo in cui quest'epopea abbia finito per alimentarsi della sua stessa leggenda e sul modo in cui è poi finita - naturalmente, come tutte le cose umane - invecchiando (proprio come mostra Clint Eastwood ne Gli spietati). E poi anche su quell'altra grande epopea che è il raccontar storie, agli altri o a sé stessi non fa differenza, e quella è un'epopea che non invecchia mai.
Nessun commento:
Posta un commento