lunedì 16 giugno 2025

Cronorifugio - Georgi Gospodinov

 

Se è tutto giusto, allora è tutto sbagliato. Ma se è tutto sbagliato, allora è tutto giusto.
Se funziona, vuol dire che è rotto.  

Stavolta va a finire che mi arrabbio. Non manca solo la trama, manca proprio un ragionamento da seguire. Continua a ripetere fino allo sfinimento, in maniera ossessiva, sempre la stessa figura retorica che sulle prime può anche risultare brillante, ma subito dopo stanca, stanca a dir poco.

Tutti i veri personaggi sono inventati, solo quelli inventati sono veri
Un posto per abituarsi. Anche se non ci si può abituare. 
Devi essere spietato nei confronti del passato. Perché anche il passato è spietato. 
Un paese senza tempo può essere più facilmente popolato con tutti i tempi possibili. 
Il passato non è solo quello che ti è capitato. A volte è quello che ti sei solo inventato. 
Dicono che la mia vita sarebbe assolutamente un'altra. Dico di essere d'accordo, per non farli arrabbiare, ma io, in realtà, non ho un'altra vita. 
Quello che cerchi non ti cerca, quello che sogni non ti sogna. 
Se sei nel posto giusto, il tempo è un altro. Se sei nel tempo giusto, il posto è diverso. 
Non ricordo più se ho inventato io Gaustìn, o lui me. 
Ripetiamo questa guerra perché non si ripeta mai più, dirà qualcuno per radio e questa assurda tautologia sbloccherà tutto. 


Ripetere duecento volte la stessa furbata è una cosa che può fare una sconosciuta come la sottoscritta, giusto perché nel mio blog non c'è neanche un bannerino microscopico; ma da uno che pubblica un libro, incassa la grana e vince pure i premi, ci si aspetta un qualcosina di più.
Gli arredi e gli oggetti e le calzature elevati a simbolo di un'epoca a tal punto da farli diventare la sostanza stessa di quell'epoca, un'identificazione tout-court, lì per lì può sembrare un'idea carina ma a ben vedere è solo pacchiana. Per questo genere di revival c'è già Facebook. La vera sostanza di un'epoca dovrebbe essere un qualcosa, neanche un profumo ma proprio una sensazione, e mi aspettavo che queste sensazioni l'autore fosse in grado di saperle ricostruire. Visto che da qualche parte dice essere un amante del passato. E vista la caterva di giudizi a cinque stelle che piovono giù manco fosse la notte di San Lorenzo. E già che son lanciata, mi allargo anche un po' di più: se uno deve scrivere un libro per scriverci Zgmcccrt kktrrph ggfpr11111 m cccrt vggghh7777fff  , allora non vale più di una Alessia Gazzola o di un Fabio Volo qualsiasi. Con tutto il rispetto per questi due campioni, e con buona pace degli intellettuali con la pipa e con i pergamini e dei poeti laureati. Per me due chili di limoni, grazie. 

Dopo le prime quaranta pagine zeppe di tautologie e di arrotologie e di aria fritta, mi è venuto istintivo fare una prova: sono andata a leggermi le ultime quaranta. E anche nelle ultime quaranta sta ancora cincischiando alla stessa maniera intorno alle stesse identiche cose. Per San Cassiano e per tutti i barbagianni, ho di meglio da fare. Adieu. 

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