Promosso a pieni voti.
Ipotesi uno: Dominici mi ha letto nel pensiero - del resto anche se dice di essere nato a Livorno, questo è un cognome tipico della Bassa Parmense, quindi non si esclude che alla lontana non possiamo essere parenti; ipotesi due: anche lui è affetto da un tumore raro, ma mi auguro per lui che la verità sia l'ipotesi uno. Quel che è certo è che tutti i tipi di solitudine, tutti gli stadi di solitudine di cui lui racconta nel romanzo, attribuendoli ora all'uno e ora all'altro personaggio, io li ho passati tutti.
Prima parte: un misto tra requisitoria, inquisitoria, incidente probatorio. Seconda parte: romanzo vero e proprio. Terza parte per riallacciare le prime due.
Questione editoriale: gli editori cosiddetti "maggiori" pubblicano fuffa come Fusconi o Vidotto o Poli o Marone, e poi rifiutano libri come questo o come Nella Pietra di Servignani, e si dànno pure la briga di inventare spiegazioni dicendo che il libro è "di difficile collocazione". Come capisco Dominici che scrive "questo libro sgomita tra i colossi, vogliategli bene".
Questione femminile. Si fa un gran parlare della questione femminile, di come gli uomini vedono e come gli uomini trattano le donne, del fatto che anche gli uomini che si dichiarano femministi finiscano poi per discriminare anche se in maniera indiretta, e tanto altro ancora... ma io credo che la questione sia ben più complessa di così, se accade tanto spesso (non sempre, per fortuna) di trovare autrici che propongono protagoniste femminili che devono rientrare sempre e per forza nello stereotipo wonderwoman&femmefatale, e invece a proporre una protagonista femminile perfettamente calata nella realtà, che è bella ma non sa nemmeno lei se definirsi tale oppure no, che non sa nemmeno lei se la bellezza sia più un danno o un vantaggio, che più in generale non ha un'idea precisa di cosa fare di sé stessa (ché di tutto l'american dream e dei sogni da seguire ad ogni costo e dei desideri da realizzare ad ogni costo non se ne può più...), ecco, guarda caso a proporre siffatta protagonista ci ha pensato un autore, genere maschile, e l'ha pensata proprio bene e sviscerata nei dettagli. E sopra il conto, scrive pure bene.
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