Squisito sotto tutti i punti di vista. Squisito sia nella compostezza con cui racconta i dolori, che nell'ironia delle battute fugaci. E poco importa che la formula di raccontare la Storia d'Italia degli ultimi due secoli attraverso il punto di vista di un/a semplice (una persona del popolo) sia una formula usata, strausata e abusata. Se la storia è ben pensata, ben scritta, ben raccontata, con i linguaggi e i registri giusti, se la voce narrante sa calarsi nella sua epoca e nel suo personaggio, allora la ricetta rimane valida, sempre.
Nel terribile romanzo di Ravera letto appena prima di questo, la copertina prometteva una tenerezza che il contenuto del libro non poteva mantenere perché quella protagonista è tanto, troppo acida. Qui invece la promessa di tenerezza scritta in quarta di copertina è ampiamente mantenuta: perché il nonno è un duro, è uno brusco che più brusco non si può, ma è proprio così che suscita tenerezza sincera e spontanea nel lettore. E lo stesso dicasi per altri paesani personaggi del racconto che si incontreranno man mano, strada facendo.Il paesaggio e il territorio sono protagonisti quanto le persone e l'autore gli vuole bene tanto quanto ne vuole ai suoi personaggi - del resto Malaguti me lo aveva già ampiamente dimostrato con Il Moro della Cima, di saper dare importanza a questo aspetto.
Quindi romanzo già squisito di per sé; e poi gli do ancor di più valore se insieme a Agata del vento (Francesca Maccani) lo mando a formare il dittico dell'estate: due streghe, una liparota e una polesana, entrambe pescatrici, entrambe forti e indipendenti ma che rimangono comunque nei binari del personaggio umano e realistico (anche laddove l'autore/autrice si concede un qualcosina sul versante della magia e/o del realismo magico).
Quindi romanzo già squisito di per sé; e poi gli do ancor di più valore se insieme a Agata del vento (Francesca Maccani) lo mando a formare il dittico dell'estate: due streghe, una liparota e una polesana, entrambe pescatrici, entrambe forti e indipendenti ma che rimangono comunque nei binari del personaggio umano e realistico (anche laddove l'autore/autrice si concede un qualcosina sul versante della magia e/o del realismo magico).
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